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Ne è passato di tempo da quel lontano 15 aprile 1984 in cui increduli, schivi, ma con tanta forza di volontà e animati da una irrefrenabile passione per lo sport appena 46 atleti parteciparono alla prima edizione di questa gara.A vincere Luigi Foschi. Verosimilmente nessuno di loro immaginava che a distanza di lustri il parcheggio dell'area archeologica degli scavi di Altilia sarebbe stato colmo di auto e di bus. O forse vi speravano e la loro grinta, i loro racconti tramandati di anno in anno alle varie generazioni hanno reso questa gara un evento. Un pilastro per chi ama l'atletica leggera e le sensazioni che solo questa disciplina riesce a donare. Dunque il confronto confrontarti con i 21,097 km non può essere improvvisato ed anche se non si punta ad un risultato da top l'allenamento inizia e deve partire mesi e mesi addietro. ed allora tabelle, consigli sull'alimentazione, scambi di idee sull'abbigliamento diventano argomenti di conversazione già dai giorni immediatamente successivi a quello in cui la manifestazione si è svolta. Finchè arriva finalmente il momento della conferenza stampa e quella brochure viene "divorata" nell'intento di carpire segreti, cogliere dettagli utili e info necessarie per rendere al top. Archiviata la cerimonia di presentazione si entra nella fase clou. E col passar delle ore l'adrenalina cresce. Siamo a sabato il pettorale, quel pettorale che per qualcuno era fino a qualche anno prima un miraggio, esiste. Un numero che ci accompagnerà dalle 8.00 del mattino della gara fino al momento del passaggio sul tappeto TDS, istante in cui anche l'ultimo degli amatori si trasforma in top per il sol fatto di essere riuscito a portare a termine la sua impresa. Giunge poi finalmente il mattino dello start. Tutti sempre in ritardo, chissà poi perchè ci si avvia verso Contrada tappino. E la festa ha inizio. Vigili, clacson, colori, borse, flashes, urla, caos, allegria e tanta tanta gente a fare da scenario suggestivo a questo evento. Quest'anno la pistola per lo start è stata consegnata ad un Antonio Battista, sindaco di Campobasso, quantomai emozionato. Via. Partiti. Il serpente umano in pochi minuti si snoda giù per la valle del Tammaro. Andrea Lalli, Ivan Di Mario ed Alberico Di Cecco da autentiche schegge si distaccano presto dal gruppo. Alle loro spalle si sentono dialoghi nei dialetti delle regioni limitrofe, commenti di appassionati che discutono su pronostici e piazzamenti. Anche la trentunesima edizione della Tappino-Altilia ha avuto inizio.Meteo perfetto. Circa 18 gradi. Quindi temperatura ideale, sole tiepido e assenza di vento. Condizioni queste che hanno consentito a più di un atleta di migliorare il proprio tempo. Campioni regionali sulla distanza Ivan Di Mario e Paola Di Tillo. Ma veniamo ai dettagli. Si aggiudica la XXXI^edizione della Tappino-Altilia Ivan Di Mario, Polisportiva Molise, con il crono di 1.05.56, seguito da Alberico Di Cecco, Hadam Marek, Gennaro Varrella e Mirko D'Andrea. Annalisa Gabriele, Amatori Villa Pamphili, la migliore delle donne in gara. Annalisa oltre a dichiararsi soddisfatta del suo 1.23.05 ha elogiato l'organizzazione per la sensibilità verso gli atleti e per la scelta del tracciato. A pochi secondi da lei Paola Di Tillo,Gruppo Sportivo Virtus Campobasso, che chiude con il tempo di 1.23.38. Titolo di campionessa Regionale per Paola a conferma della sua resa in gara oltremodo positiva. Terza assoluta una delle top più affezionate a questa manifestazione: Concetta Franzese col crono di 1.26.48. A completare il podio delle assolute Iolanda Ferritti ed Ilaria Novelli. Tante, Tante davvero le società presenti in gara e se il numero degli iscritti è leggermente diminuito di certo il livello dei podisti non ne ha risentito. Anzi. La maggior parte dei runners ha limato il proprio tempo in questa gara storica, che oltre ad essere l'unica mezza-maratona in calendario in Molise, è organizzata con passione. Ben 28 i tesserati con l'Atletica Molise Amatori che hanno scelto di parteciparvi. Marcello Priolo il migliore tra essi con il crono di 1.19.22, che gli ha consentito di piazzarsi 19° assoluto e primo per la categoria M50. Alle sua spalle Leonardo Lella, Elia Pilone, Pasqualino Pietrarca, Bernardo Cosimi, Angelo Cefaratti, Paolo Barone, Pietro Fratangelo, Michele Notartomaso, Renato Di Domizi, Renato Calandrella, Vittorio Moffa, Cristiano Carlozzi, Leonardo Manna (2° tra gli M70), Massimo Lanese, Massimiliano Guerriero(che non ha voluto rinunciare alla gara pur venendo da tre settimane in Uganda-dove ha prestato la propria assistenza sanitaria da volontario). Ed ancora Sergio Di Nonno, Nicola Criscuoli, Tommaso Ramacciato, Antonio Marandola, Michele Mosca(3° tra gli M70),Fabio Discenza ed il grandissimo Benito Grieco (2° tra gli M75). Ma davvero in gamba sono state anche le tre donne in gara. Prima tra esse Kamelia Ianeva, seconda tra le F45, seguita da Cinzia Calabrese, quinta tra le F35 e da Antonietta Giuliano al debutto sula distanza dei 21,097km. E quanti tra i tesserati Ama hanno scelto di non correre forse si sono stancati ancor di più nel fermo intento di assicurare ai partecipanti ed alle famiglie il massimo e in termini di ospitalità e in termini di sicurezza e incolumità lungo il tracciato. Valorizzare e promuovere il territorio nel binomio sport e cultura, far passare il messaggio che in Molise c'è ed esiste la sensibilità per i sani valori sportivi e per le areee di interesse architettonico sono e saranno obiettivo prioritario di Franco Pietrunti, presidente della società madrina dell'evento, che nonostante la crisi si è adoperato per offrire il top a quanti hanno confermato fiducia e mostrato entusiasmo per questa manifestazione. A distanza di ore dalla chiusura dell'evento, sgonfiato l'arco d'arrivo, rimossi gli impianti audio, ripristinato lo status quo ante e tributato il grazie di rito alle autorità l'Ama è tornata alla routine avendo archiviato questa edizione con un bilancio positivo in termini di qualità e degli atleti e di tesserati e familiari che non si sono risparmiati in nessuna fase. Non c'è stata madre, moglie, figlio o figlia, che si è rifiutata di dare il proprio contributo per la perfetta riuscita della gara. Arrivederci dunque al prossimo anno con la medesima euforia contagiosa e con lo sesso impegno.

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